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La scuola in ospedale - le sezioni presso l'ospedale pediatrico "Bambino Gesù" di Roma

Scuola Primaria e Secondaria di I grado in Ospedale “Bambino Gesù” La circolare ministeriale del 1936 avviò l’esperimento di un modello educativo per i bambini ospedalizzati, nato dalla sintesi delle migliori conoscenze pediatrico psicopedagogiche del tempo, che fu insuperabile per la professionalità delle Educatrici del fanciullo malato e per l’organizzazione di sostegno messa in atto per supportarne la riuscita. Dopo un lungo periodo di regressione ed inerzia, iniziato con gli anni cinquanta le Circolari Ministeriali del 02-12-1986, n. 345 e del 07/08/98 n. 353 e l’approvazione, da parte del Parlamento, della legge 104 (comma 10 art. 12) aprono la via per delineare un nuovo servizio educativo globale, che fondandosi sul presente e recuperando il positivo del passato si orienti al futuro, in rispondenza agli attuali schemi di ospedalizzazione e al dinamismo degli stessi, nel loro orientamento alla deospedalizzazione protetta.

“Quando un bambino entra in ospedale, è come se fosse portato nel bosco, lontano da casa. Ci sono bambini che si riempiono le tasche di sassolini bianchi, e li buttano per terra, in modo da saper ritrovare la strada anche di notte, alla luce della luna”.


(I bambini che si perdono nel bosco - A. Canevaro)

Questa introduzione, ci aiuta a capire l’obietivo principale della scuola in ospedale cioè quello di fornire ai bambini, alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze quei sassolini, quelle tracce, quei segnali che li aiutino a non perdere la strada di casa, la strada della propria scuola, ad assicurarsi quindi una via di uscita cercando così di creare un ponte con il mondo che è fuori dall’ospedale, un ponte con la vita. All’interno dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma operano due sezioni staccate del nostro Istituto:

la Scuola Primaria dall’anno scolastico1975/76
la Scuola Secondariadi Primo Grado dall’anno scolastico 1989/90.

Le lezioni si svolgono dal lunedì al venerdì con orario flessibile che si articola in uno spazio di tempo compreso tra le ore 8.30 e le ore 17.30 con un adeguamento alle esigenze contingenti, in base alle presenze degli alunni nei reparti ed alle terapie in corso.

Le attività didattiche si diversificano anche in base alle tipologie dei ricoveri (degenze o day–hospital). Si organizzano attività didattiche individualizzate presso il letto degli alunni o per piccoli gruppi nelle aule situate all’interno dei reparti. Ove possibile, sono organizzate attività di laboratorio interdisciplinari per gli allievi della scuola primaria e secondaria di primo grado.

Negli ultimi anni è stato inoltre organizzato il Progetto di istruzione domiciliare, realizzato su indicazioni del M.I.U.R. I docenti che seguono i bambini/ragazzi ospedalizzati concordano con la scuola di appartenenza percorsi personalizzati. Il percorso didattico seguito dagli alunni viene monitorato dagli insegnanti della sezione ospedaliera e periodicamente vengono inviate alle scuole di appartenenza schede con gli argomenti svolti relativi alle discipline con valutazioni periodiche.

La nostra scuola in ospedale si avvicina alla realtà dei bambini /ragazzi malati con rispetto e comprensione, ma anche con la profonda consapevolezza che questi pazienti sono innanzitutto persone che hanno diritto a restare se stesse, crescere ed evolvere. La presenza della figura dell’insegnante accanto alle tradizionali presenze ospedaliere deve servire a rassicurare, attraverso un rapporto personalizzato, il bambino ammalato e a sostenerlo e guidarlo sul piano didattico. Importante è il ruolo di “cerniera” tra il momento della terapia e quello della didattica e di collegamento tra ospedale-scuola e famiglia rivestito dai docenti della scuola ospedaliera. La finalità è quella di garantire il diritto allo studio oltre al diritto alla salute, non aggiungendosi all’attività medica, ma diventando parte integrante del processo curativo contribuendo così al recupero dell’equilibrio psico-fisico dei ragazzi ricoverati. Per cui il nostro intervento agisce su tre fronti principali:
  • 1. Sul piano didattico garantire il diritto allo studio e limitare fenomeni di abbandono e dispersione scolastica.
  • 2. Sul piano dell’identità aiutare il bambino a costruire il difficile percorso di coscienza e accettazione della nuova realtà e garantirgli
    una situazione di normalità attraverso le lezioni in modo da favorire a livello psicologico il processo educativo.
  • 3. Sul piano della continuità mantenere il collegamento con la scuola di appartenenza per assicurare la continuità del processo educativo.
E’ utile sottolineare, infine che la scuola in ospedale tutela i diritti inviolabili della persona affermati dalla Costituzione italiana (art. 2), realizzando anche il diritto alla salute e all’istruzione (art. 32 e 34).